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.:. piccolo corso di fotografia e tecnica fotografica .:.

fotografia e natura

Classificazioni, collocazioni, filoni tematici sono solamente convenzioni semantiche che tentano di organizzare concetti che nella realtà non esistono o per lo meno non hanno confini netti.
E a maggior ragione, rimanendo nel campo della fotografia come rappresentazione della realtà, la naturalistica è un settore dai contorni sfuggenti.
Tuttavia, convenzionalmente, ci intendiamo quando parliamo di fotografia di panorami, di paesaggio, di animali, di fiori, di insetti, clima, ecc., e perfino siamo consapevoli che per ogni filone serve specializzazione e attrezzatura specifica.
Ai due estremi, specie se ci riferiamo all'aspetto 'attrezzatura e tecnica', stanno la fotografia panoramica del paesaggio e la fotografia macro.
Per queste due tematiche conviene riservare appositi capitoli, tutto il resto possiamo organizzarlo in corposo capitolo che definiamo 'fotografia naturalistica' pur con diverse specifiche e settori d'interesse tra flora, fauna, mondo inorganico e manifestazioni climatiche.

alcune valenze compositive nelle foto di paesaggio e di natura

  • guidare lo sguardo
  • ripetizione
  • frattalità
  • trama (texture)
  • segni e figure antropomorfe
  • figure impossibili
vedi anche il capitolo Tralasciamo gli 'effetti speciali', le luci affascinanti e analizziamo alcune situazioni 'comuni' che il fotografo dilettante può facilmente disporre. Concentriamoci nell'inquadratura e nel soggetto, in altre sezioni vedremo di parlare anche di cose più sofisticate.
guidare lo sguardo


Guidare lo sguardo, utilizzando linee naturali o artificiali, segni, disegni evanescenti, per condurre l'occhio verso il soggetto principale, in modo da dargli forza.
Oppure, come nelle foto sopra, spazialità o ancora movimento.
ripetizione


L'occhio e la mente umana amano la ripetizione e la serialità
frattalità
trama (texture)


La trama è un effetto di superfice, sottospecie della ripetizione, che agisce all'opposto della guida verso un soggetto diventando essa stessa soggetto nel quale naufragare, pur con valenze che possono essere piacevoli
segni e figure antropomorfe


L'antropomorfia appartiene alla sfera del sociale e l'occhio/mente umano è particolarmente allenato al riconoscimento della figura umana e superspecializzato nello scandire i volti.
Qualsiasi forma che ricordi un volto viene immediatamente riconosciuta, associata, confrontata con il volto umano e inevitabilmente desta interesse, specialmente se si presta ad esaltare idealizzazioni, caratterizzazioni ed emotività o ancora situazioni buffe che, tuttavia, nella realtà dei volti umani non sono possibili.





Interessanti anche figure di animali o mezzibusti.
Nelle due foto seguenti l'Elefante e la torre Venezia nei pressi del rif. Vazzoler in Civetta.

figure impossibili
qualche esercizio pratico
La natura è miniera inesauribile di soggetti, spesso curiosi o particolari, ogni volta che ci muoviamo alleniamoci a 'vedere' queste particolarità 'fotografandole' senza la macchina fotogafica.
Se, ad esempio, ci sembra di intravvedere qualcosa, un sasso, dei segni, che in qualche maniera possono richiamare una faccia, cerchiamo di 'isolarla' e analizzarla, magari spostandoci di poco, fino a trovare un'inquadratura che riesca ad 'estrarre' una caratteristica valorizzante, del tipo ironico, spaventevole o mostruoso, tenero e dolce, ecc.

il paesaggio 'largo'

I limiti sono la panoramica dagli ampi gradi di visuale e il paesaggio 'stretto' dei dettagli 'ampi' di un luogo.
Il rischio, sempre in agguato e quasi sempre certo, è la fotografia 'da cartolina'.
E' un genere molto popolare e praticato, solo apparentemente facile.



Tra le due foto, torre Venezia in Civetta e Cimon della Pala, la differenza 'compositiva' non è molta, tuttavia la seconda foto si avvicina 'pericolosamente' al limite della foto 'da cartolina', basterebbe un minimo di luce rosata 'da tramonto dolomitico'.
La differenza sostanziale, a favore della prima foto, è nella maggior spazialità, nel soggetto principale (torre Venezia) più 'scentrato' sull'asse del 'terzo', sulle nuvole più caratterizzanti che contribuiscono a rafforzare il soggetto principale e, nello stesso tempo, a 'macchiare' l'uniformità e l'altrimenti esagerata prevalenza del cielo.
La prima foto presenta anche elementi 'più puri', infatti nella seconda le nuvole sono un po' troppo casuali, sulla sinistra s'intravvede la malga che sporca inutilmente la composizione, il prato sulla sinistra è troppo sproporzionato, in basso a sinistra il sasso è elemento inutile che si traduce in 'rumore'.
Infine, e non da ultimo, il soggetto della seconda veduta è fin troppo un 'classico' inflazionato della fotografia.
Probabilmente, ripulendo e ricomponendo la medesima inquadratura si finirebbe inevitabilmente nella più classica delle cartoline dolomitiche, magari con un bell'effetto tramonto.

il paesaggio 'stretto'


il paesaggio inorganico e le manifestazioni della natura


flora, piante e fiori nel paesaggio


animali e caccia fotografica


macrofotografia, fiori, insetti


note e approfondimenti