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.:. piccolo corso di fotografia e tecnica fotografica .:.

foto di viaggio - premessa

Un viaggio importante, lontani da casa, è quasi sempre unico e irripetibile.
Comunque irripetibili saranno le esperienze e le persone incontrate.
Usiamo con intelligenza gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, il viaggio può essere occasione per disintossicarci da ansia da collegamento telefonico, distrazioni sonore e stress quotidiano.
Dovrebbe regalarci il tempo per vedere, ascoltare, osservare, capire.

Il fotografare bene ci aiuta perché richiede concentrazione e acuto spirito di osservazione.
Le foto diverranno importanti, dopo.

Al ritorno per raccontare e far vedere agli amici e ai familiari la nostra esperienza.
Negli anni quale dono che permette di ricordare e rivivere nella memoria quelle situazioni.
Il tempo farà maturare quelle foto, rendendole sempre più preziose.

E' importante, quindi, realizzare un reportage fotografico che sia un minimo dignitoso.
Per far questo serve preparazione e allenamento al fotografare. Un po' come ci si allena e prepara per una esperienza sportiva. Nel nostro caso con competenze tecniche, approccio mentale e culturale, consapevolezza.

le tecnologie fotografiche adatte al reportage fotografico di viaggio

  • smartphone: No!
    • consuma batteria, ci mancherà poi per telefonare...
    • scarsa qualità fotografica
    • nessuna o difficile regolazione e impostazione
    • non ha lo zoom ottico
  • compatta: Sì!
    • pratica, leggera
    • facile da usare
    • alcune hanno le batterie standard AA
    • poco costosa, in viaggio è facile romperla o perderla...
    • alcune hanno il Gps integrato
    • qualità delle foto da medio-bassa a discreta
    • costringe ad usare quasi esclusivamente gli automatismi, difficile da regolare e impostare
    • difficile l'inquadratura, sia con il mirino che con il visore
  • bridge: No!
    • è una compatta in un corpo da reflex
    • qualità delle foto solo discrete
    • ha i difetti delle compatte e i difetti delle reflex, e i pregi di nessuna delle due
  • evil, mirrorless: Sì!, è perfetta per la street photography e il reportage di viaggio
    • leggera e pratica, il corpo macchina è grande come quello di una compatta
    • il pregio fondamentale: ha un sensore APS, come quello delle reflex di medio livello
    • ha le ottiche intercambiabili
    • abbastanza costosa, paragonabile ad una reflex entry-level o medio livello
    • per le impostazioni e le inquadrature ha i difetti delle compatte, difficile inquadrare, difficile da regolare
    • qualità delle foto paragonabili ad una reflex
  • reflex: Dipende!
    • versatilità, ergonomia, facilità di inquadratura con il mirino ottico
    • manuale e automatica, possibili tutte le regolazioni per tutte le esigenze
    • ottiche intercambiabili per tutte le esigenze
    • difetti: costo, peso, ingombro
    • qualità delle foto da ottima a professionale, al top che la tecnologia attuale possa offrire
  • telecamera: No!
    • qualità delle foto decisamente scarsa
    • va usata solo per registrare video, con qualche foto da inserire comunque solamente nei video
    • creare un video, un minimo decente, richiede una specifica preparazione e cultura dell'immagine
    • l'abbinamento Video-Foto, per un principiante, è decisamente sconsigliabile: brutte foto e cattivo video

i filoni tematici interessati alla fotografia di viaggio

E' importante avere competenze e allenamento per questi settori
  • foto di strada: situazioni, persone, curiosità, eveneti, segnali
  • ritratto ambientato: autoritratti, foto-ricordo, persone incontrate, statue monumentali
  • foto d'architettura: luoghi, interni, esterni, dettagli, silhouette, macro strutture, segni
  • foto di paesaggio: orizzonti, montagne, albe e tramonti, natura ambientata

idee e progetto comunicativo per raccontare il viaggio

Concettualmente il reportage fotografico di viaggio è assimilabile ad un diario scritto, anzi può essere un abbinamento che dà valore aggiunto a quell'esperienza.
Dobbiamo mettere in luce i punti fondamentali del racconto, senza tuttavia essere ridondanti, allontanandoci dal pericolo auto-celebrativo.
Importante una cultura trasversale multidisciplinare dei fondamenti della comunicazione. Come per ogni arte serve un po' di studio e molta umiltà nell'imparare.

Le foto che abbiamo realizzato durante il viaggio, finalizzate a quello che possiamo definire progetto comunicativo, possono sfociare concretamente in
  • proiezione multimediale
  • album fotografico
  • foto-libro
  • diario scritto con integrazione di fotografie
  • foto singole da incorniciare
sia esso un singolo elemento tra questi, sia due o più tipi di supporto.

Per avere materiale valido da utilizzare nei singoli progetti è importantissimo, quando si scatta la foto, avere la consapevolezza del motivo e del contesto in cui inserirò quella foto. Ogni foto deve essere "la foto".
Una foto non è buona per tutte le stagioni, dipende dal contesto in cui la useremo, non è detto che una foto buona per una proiezione multimediale lo sia anche per essere stampata e incorniciata.
Consapevolezza per cui stiamo scattando vuol dire anche questo, anzi la consapevolezza inizia da qui.

Non scattiamo foto a vanvera, tanto poi qualcuna sarà buona. Ci ritroveremo sicuramente con un pugno di mosche.

E' chiaro che non possiamo, a priori, programmare, quasi fosse una sceneggiatura, le situazioni e le opportunità che poi troveremo durante il viaggio.
Per definizione stessa il viaggio è incognita. E senza di essa il viaggio sarebbe cosa banale.
Questo non significa che non dobbiamo prevedere un "progetto comunicativo" per le foto che andremo a scattare.

Durante il viaggio, quindi, serve la consapevolezza del motivo per cui stiamo facendo quelle foto.
Serve apertura mentale, curiosità, sete di vedere, per cogliere situazioni, dettagli, luoghi, fotograficamente interessanti.

Conoscenza della macchina fotografica, regole tecniche e modelli compositivi devono essere già digeriti. E' quindi importante sperimentare prima, avere allenamento al fotografare, in una parola: non partiamo impreparati.

Su queste basi, durante il viaggio, possiamo improvvisare e perfino cogliere immagini che ci sorprenderanno.
Non è con l'ignoranza, la cialtroneria, la faciloneria o l'inarrivabile fortuna che si può improvvisare.

le attenzioni, fotografiche, da porre durante lo scatto di foto di viaggio

  • no agli elementi superflui o dannosi: estranei, auto, fili della luce, cartelli, ecc.
  • pulizia compositiva: un oggetto inutile non è neutro, ma negativo
  • prestare la massima attenzione all'orizzonte in bolla, no a foto storte
  • posizioni ed espressioni dei soggetti: incongrue, banali, volgari, inopportune, ecc.
  • fotogramma in orizzontale o in verticale? Dipende, se dobbiamo inserire la foto in una proiezione multimediale tutte le foto vanno fatte in orizzontale
  • ricordiamoci di fotografare cartelli segnaletici, pannelli divulgativi e altri elementi utili al racconto o per pro-memoria
  • senza cavalletto: appoggiamo la macchina dove possibile, ad esempio un tavolo, sulla spalla di una panchina, appoggiata ad un muretto
  • usiamo il flash di riempimento nei ritratti ambientati (e in particolare nelle foto ricordo) quando c'è molto contrasto di luce
  • quando abbiamo dubbi sull'esposizione sfruttiamo il bracketing, non sempre è facile capire dal visore se l'esposizione è corretta
  • sfruttiamo, se la macchina lo permette, l'esposizione programmata correggendo, anzi compensando, "al volo" l'esposizione, per esempio sottoesponendo molto per valorizzare un tramonto
  • sfruttiamo correttamente gli automatismi, permettono di concentrarci nell'inquadratura visto che quasi sempre avremo situazioni da cogliere al volo, però per far questo profiquamente bisogna conoscere molto bene la macchina ed essere particolarmente smaliziati, serve dunque allenamento

costruire un racconto per immagini

Costruire un racconto con le fotografie non è molto dissimile, concettualmente, dallo scrivere un racconto in prosa.
La diversità sta nella costruzione delle scene, o àncore del linguaggio, che permettano di decodificare la storia. Ovviamente con le immagini nel caso della fotografia, con le parole che pennellano astrazioni mentali nel caso del racconto scritto.
In entrambi i casi utilizzeremo degli schemi compositivi per facilitare la creazione delle singole scene e la stesura del racconto. Con foto che si avvalgono di figure e schemi percettivi e con le figure retoriche nella composizione scritta.
Con una sequenza di immagini che diano un senso compiuto al racconto nel suo complesso.
Nulla vieta che si possa integrare un diario fotografico con un diario scritto. E' un abbinamento che può dare un grandissimo valore aggiunto, sfruttando le caratteristiche proprie dei due mezzi comunicativi, che devono integrarsi e sostenersi a vicenda, non sovrapporsi.

A questo punto ci appare più chiaro che il racconto fotografico, pur con caratteristiche proprie, non è cosa del tutto estranea alla scrittura.
E ci appare chiaro un altro aspetto, quando scatto una foto devo avere in mente dove andrò a collocarla: nel diario, in una proiezione multimediale, in un fotolibro, in un quadro, ecc.
Questo è il progetto comunicativo, poi in itinere posso, anzi devo, improvvisare. Sia perché non so cosa troverò lungo il viaggio e sia, anzi soprattutto, perché devo essere mentalmente aperto e ricettivo verso l'esperienza che sto vivendo.

Obbligatorio, in un racconto fotografico di viaggio, che le foto siano congrue e una dopo l'altra, cioè essere parte esclusiva di quell'esperienza. Ci facilita anche la vita nella finalizzazione del nostro progetto comunicativo, le foto verranno utilizzate quasi esclusivamente in maniera sequenziale.
Non hanno senso foto fatte nello stesso luogo in due viaggi diversi, situazioni dove in una foto vedo terra arsa e sull'altra una nevicata, inconcludente sarebbe qualsiasi discorso sull'esperienza vissuta.
Se vogliamo indagare, fotograficamente, un luogo, come ad esempio l'alternarsi delle stagioni, oppure una cultura, con foto sulle persone e la loro socialità, dobbiamo ricorrere ad altri tipi di progetti comunicativi, ma questa non è più foto di viaggio, non è più racconto.
struttura generale del racconto
  • premessa, preparazione
  • cappello introduttivo, avvio
  • sostanza del viaggio, corpo del racconto
  • raggiungere la meta, obiettivo
  • conclusione, fine del viaggio e il dopo viaggio
soggetti del racconto
  • partenza
  • chi
  • come
  • dove
  • cosa
  • eventi
  • arrivo
  • meta
  • esperienze
Affrontiamo concretamente il tema con alcune immagini lungo il Cammino di Santiago di Compostela.
Bastano poche foto per costruire l'ossatura del racconto. Fatto questo possiamo arrichirlo con dettagli di luoghi, di paesaggi, mostrando persone incontrate, eventi e situazioni.
Ed anche con qualche bella foto-ricordo personale e/o ritratti ambientati, si deve comunque riconoscere il luogo.

Chi: il pellegrino. Piedi rovinati e stanchi nudi sulla pietra, il bastone, le scarpe.
E' l'essenza del pellegrino, che non ha nient'altro e in cui tutto il resto è cosa superflua.

costruire un foto reportage di viaggio

Dove: la meseta spagnola. Campagna coltivata estensiva, una stradina sterrata che guida lo sguardo verso l'infinito.

costruire un foto reportage di viaggio

Cosa vedo: misere case rurali, chiesette, cicogne sul nido. La Spagna rurale delle mesete è affascinante.

costruire un foto reportage di viaggio

Come: zaino in spalla, stradina sterrata senza fine, passi su passi e ancora passi, ginestre in fiore.

costruire un foto reportage di viaggio

Architetture: maestose basiliche, ma anche (anzi soprattutto) case dalle caratteristiche antichissime.

costruire un foto reportage di viaggio

L'arrivo: scale della Cattedrale di Santiago. Pellegrini stremati sotto la pioggia, siamo veramente arrivati e gli ottocento chilometri stanno sotto i nostri poveri piedi.

costruire un foto reportage di viaggio

La meta: la preghiera nella messa di ringraziamento, o messa del pellegrino, con ancora i segni della fatica addosso, lo zaino finalmente parcheggiato a terra.

costruire un foto reportage di viaggio

Conclusione del viaggio, è il momento della gioia, quella vera vera..., ma è già il tempo di raccontare.

costruire un foto reportage di viaggio

In questa struttura manca una foto personale, necessaria se queste immagini le facciamo per noi stessi, non indispensabile per un racconto rivolto ad altri.

Da qui possiamo partire per arrichire il racconto, e le cose da far vedere potrebbero essere infinite: i Pirenei e la Collegiata di Roncisvalle con le storie dei cavalieri di Carlo Magno, la Plaza de Toros di Pamplona, la Basilica di Burgos, le vetrate della Basilica di Leon. Soprattutto il paesaggio, infinito, bellissimo, delle mesetas e dei piccoli villaggi rurali. La vera anima del cammino.
Pellegrino: colui che va "per agros", per i campi.

Con una considerazione: viaggiare a piedi permette di vedere molto di più che con qualsiasi altro mezzo di trasporto e permette, di conseguenza, di fotografare molto, ma molto meglio.
Per soddisfare la curiosità: queste foto sono scattate con una compatta da 7 megapixel.

la foto di viaggio in luoghi particolari


note e approfondimenti