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.:. piccolo corso di fotografia e tecnica fotografica .:.

fotografia di cerimonia, eventi speciali, feste e anniversari, manifestazioni


  1. premesse
  2. foto di matrimonio - wedding photography
  3. foto di gruppo, foto ricordo
  4. note e approfondimenti

premesse

Sembrerebbe un sinomimo parlare di fotografia di cerimonia e fotografia di matrimonio. Non è esattamente così.
Per il fotografo "evoluto" è un genere un po' snobbato, comunque da guardare dall'alto in basso e, pur ammettendo richieda grandissima professionalità, a fatica viene considerato nel campo dell'Arte. Non è così.
La foto di matrimonio e di cerimonia, in generale, rientra a pieno titolo nel campo dell'arte come uno dei filoni fondanti della fotografia stessa e ha ragione di essere più di certe cose che molto generosamente vengono definite 'arte'.

Semmai la fotografia di cerimonia è un genere che richiede altissima professionalità, in senso molto estensivo del termine comprendendo ampie tematiche di 'Scienza della Comunicazione'. In più alla foto di matrimonio va aggiunta la grande responsabilità per il fotografo. Il matrimonio, fotograficamente, è cosa di attimi sfuggenti ed irripetibili, comunque vada dopo il matrimonio...

Un servizio fotografico di cerimonia è un mix omogeneo, congruente, tematizzato, sceneggiato, tra reportage, ricordo statico, ritratto ambientato, ritratto puro.
Una cosa molto difficile quindi.
E' pertanto una tematica molto interessante e addirittura una vera e proria sfida: colpo d'occhio e rapidità estrema, tecnica compositiva e cultura della comunicazione, concentrazione, stress e public relations.
E il fotografo 'matrimonialista' va ammirato con estremo rispetto.
Di più. Lasciamolo lavorare!

Anche se sei il più grande 'artista' fotografo, lascia questo lavoro al professionista specializzato!

C'è spazio per tutti, e infinite sono le eventuali sfide con la foto di cerimonia. Dalla festicciola con gli amici, al compleanno, alla laurea, all'avvenimento locale, al battesimo, agli infiniti anniversari.
Lasciamo la pesante responsabilità della foto di matrimonio al professionista e, se ci capita di presenziare ad un matrimonio, cerchiamo di sfruttare l'occasione concentrandoci nell'osservare con cura, attenzione e senso critico positivo a come si comporta, a come si muove, a come lavora il professionista.
Da lontano, senza disturbarlo, senza l'ansia di premere il pulsante di scatto della nostra macchina.
Anche 'guardare' (un po' come l'ascoltare), per trarne utili esperienze e benefici, richiede professionalità ed impegno.
Ci tornerà molto utile in tutte le altre cerimonie 'minori', dove potremo aspirare a fare il fotografo 'protagonista'.

Altra cosa, molto snobbata dal fotografo "amatoriale-artista", è il guardare al risultato finale del lavoro del fotografo matrimonialista.
Il risultato finale, ovvio, in questo caso è la fotografia o meglio le fotografie e il classico 'Album degli sposi'.
Tralasciamo pure i famigerati 'filmini', questi sì nella maggior parte dei casi demenziali e rivoltanti, anche se fatti da professionisti.
Concentriamoci nelle fotografie e, quando passiamo da parenti, amici o conoscenti, facciamoci mostrare l'Album.
Faremo la loro gioia e, senza dare nell'occhio, avremo modo di confrontare e confrontarci con il risultato di un professionista specializzato.
Le foto potranno essere 'belle', elaborate, miserevoli, esagerate, raffinate, 'professionali', snob o kitch, alla moda del tempo o alla moda antica, in bianco/nero o 'sporche' di strada, in stile reportage o romantico spinto, tuttavia non è questo che importa, almeno non direttamente.
Dobbiamo esaminare 'il prodotto' con l'ottica dello studente di 'Scienza della Comunicazione'.

Cominciamo ad esaminare l'album, o le cornici o i raccoglitori. Quanto è grosso, quanto pesa, quanto è pregiato, poi la sua forma, come sono fatte le pagine interne. Forse si tratta di un prodotto industriale, ma è adatto al genere di foto che contiene, ed è congruente con lo 'stile' degli sposi (anche stile di spesa...), al di là del fatidico giorno?

Passiamo ad un rapido esame delle foto contenute, nel loro insieme. Anche qui emergono numerose domande.
Coerenza della sequenza, foto troppo grandi o troppo piccole, foto 'scompigliate', troppa uniformità che appanna la voglia di continuare a guardare o troppa esuberanza informale. E ancora, congruità con lo stile degli sposi o troppo distacco professionale, troppi effetti speciali che rendono ridicola la faccenda o troppo snobbismo?

Ed ora la parte più propriamente fotografica. Richiede almeno tre passaggi distinti.
  • Una classica valutazione tecnica: esposizione, luci flash, messa a fuoco, sfuocati, focali usate, movimenti o mossi, colori e bilanciamento del bianco, eventualmente in questo contesto evidenziamo il lavoro di fotoricocco o post-produzione, ecc.
  • Poi una valutazione della composizione: inquadratura, equilibrio delle forme, equilibrio delle luci e dei colori, elementi estranei o di disturbo, troppi elementi compositivi e troppi soggetti, leggibilità e comprensione del soggetto principale (soggetto che può essere un gesto, una emozione, una espressione, non solo 'gli sposi'...), ecc.
  • Quindi la parte espressiva del soggetto o dei soggetti... pose, espressioni, espressività degli sposi innanzitutto, congelamento degli attimi 'topici'...
    Via via approfondendo se tutto questo riesce a far emergere sensazioni, emozioni, coinvolgimento ed infine, cose apparentemente scontate, ricordo e documento storico (...lo diverrà e sarà la cosa più importante, forse l'unica a superare l'esame del tempo!), ma che non sempre vengono rispettate.
    Cos'è, infatti, l'Album di matrimonio se quelle immagini sono cosa del tutto slegata all'emozione e al ricordo di quella cerimonia che abbiamo immaterialmente immagazinato nel nostro essere?
    Forse cose di 'moda e fashion', 'book' (maniacalismo da modelle) che si potrebbero fare meglio in contesti e con fotografi specializzati in quello, ma non foto 'del' matrimonio. Non viene cioè rispettato il primo dogma per il quale sono state fatte quelle fotografie!
Traendone le conclusioni: il lavoro è congruente, la comunicazione è efficace, il risultato atteso è soddisfatto?
E riassumendo: anche la fotografia di cerimonia è una sfida interessante e stimolante!

foto di matrimonio - wedding photography

Lo confesso, a mio avviso la più bella stagione per il fotografo matrimonialista è stata il secondo dopoguerra, tra gli anni '50 e '60. Guardate queste foto Fantastiche, inarrivabili, eppur così semplici e 'comuni', e non solo perché sono le foto del matrimonio dei miei genitori.
Nella loro semplicità, le pochissime istantanee restituiscono in maniera abissale l'emozione della cerimonia e del suo tempo!
Un risultato di valore assoluto, fatte da uno dei tanti sconosciuti fotografi di campagna, con la biottica a pellicola BN, nessun effetto speciale, grande sobrietà.
Eppure ha saputo cogliere gli attimi più significativi senza alcuna concessione a sovrastrutture e reiterazioni.
E' il tempo che le promuove! Inarrivabili.

Riprendendo la nota in premessa, lasciamo al fotografo matrimonialista professionista questa responsabilità.
Tuttavia questo non esclude che possiamo 'ragionarci sopra' su come va condotta la cronaca di questa cerimonia.
E' un esercizio molto interessante che può tornarci utile in altre occasioni.

Innanzitutto è indispensabile una buona esperienza riguardo al ritratto.
La foto di matrimonio è anche ritratto, contestualizzato nel reportage.
A mio avviso anche l'esperienza di fotografia di architettura può tornare utile (vedi nelle chiese).
Poi 'public relations', con gli sposi, con i parenti, con il sacerdote...
Tralascerei le foto 'artistiche e romantiche' fatte nel parco della villa di turno. Qualche bel ritratto personale e decontestualizzato è importante, ma penso sia più proficuo farlo ad esempio nel giardino del ristorante o della casa degli sposi, senza perdere troppo tempo abbandonando parenti e amici in attesa del pranzo.
Infine il tutto diviene opera di regia, con l'integrazione dei vari elementi finalizzata al 'progetto comunicativo' il cui elemento primario e fondante è la cronaca dell'avvenimento, vale a dire il lievito che, nel tempo, rafforza ricordi ed emozioni.

Vediamo di dare un brogliaccio a questo particolare genere di reportage
  • preparativi della sposa: vestiti, trucco, confidenze con le amiche e le testimoni
  • preparativi e attesa a casa della sposa
  • preparativi e attesa a casa dello sposo
  • l'arrivo in piazza e l'ingresso in chiesa
  • l'incontro
  • la cerimonia religiosa
  • gli atti formali di stato civile
  • foto 'posate' e ufficiali all'interno della chiesa, specie se vi sono icone o luoghi significativi e importanti, eventualmente gli sposi da soli e con il parroco
  • l'uscita dalla chiesa e la festa, quella più vera...
  • alcune foto per storicizzare l'evento, foto di parenti e amici col tempo diventeranno importanti e preziose anche se al momento sembrano banali
  • il pranzo
  • il dopo pranzo con il saluto, uno ad uno, a tutti gli invitati, anche queste foto formali che aumenteranno di valore nel tempo
  • la serata con gli amici e i testimoni e il ritorno a casa

foto di gruppo, foto ricordo

Nelle cerimonie, dal matrimonio al compleanno in famiglia, passando per tutte le varie cerimonie che ravvivano (o affliggono...) l'esistenza, vi è sempre la necessità di realizzare qualche foto ricordo di gruppo tra parenti e amici.
Agli occhi del fotografo non deve essere una cosa da disprezzare. Certo, non è un impegno creativo, tuttavia dobbiamo vederlo principalmente come un documento, al quale il tempo aggiungerà l'aggettivo 'storico'.
Ed è proprio a distanza di tempo che queste foto acquisteranno valore. Quante volte, infatti, riprendendo in mano vecchie foto ci imbattiamo nel vedere persone care che la situazione della vita ha condotto altrove. Quante volte ci rivediamo e riviviamo un'epoca passata.

Vale la pena, quindi, di dare un minimo di dignità a queste foto, cercando di fare un buon lavoro.
Qualche nota, dedicata al dilettante con poca o senza esperienze, per cercare di ricavare qualche foto sufficentemente decente. Non sarà arte fotografica, ma serve buon artigianato dello scatto.
Non sono regole o indicazioni da seguire, vogliono solamente essere degli stimoli a riflettere quando ci impegnamo in questo esercizio.
impostazioni della macchina fotografica
  • quasi sempre è sufficente il 'tutto automatico'
  • meglio, se possibile, l'impostazione scene inpostata in 'ritratti'
  • la messa a fuoco automatica può andare bene
  • l'esposizione meglio se valutativa della scena, non va bene la misurazione spot
  • bilanciamento del bianco automatico
  • se la macchina permette dei settaggi evoluti, impostare un profilo morbido
  • essere pronti a far operare il flash o attaccare il flash esterno (controllare prima le batterie...)
  • le foto devono essere tutte in orizzontale (landscape)
  • prestare la massima attenzione che l'orizzonte sia in bolla, no a foto storte
luci e situazioni operative
  • sempre meglio in esterni, dal piazzale della chiesa al giardino di casa
  • evitare come la peste lo sfondo di muri bianchi uniformi, ingannano l'esposimetro esponendo troppo scure le facce, creeranno un contrasto che farà sembrare la foto una foto segnaletica poliziesca
  • meglio uno sfondo scuro, tipo alberi o edifici scuri e articolati oppure in ombra, mentre i soggetti (persone) dovranno essere al sole, meglio il 'mezzo sole', no ad ombre nette che attraversano i soggetti
  • allontanarsi sufficentemente dal portone della chiesa che diverrà un ottimo sfondo in lontananza
  • nelle foto di grossi gruppi è pur sempre consigliabile che si riesca a vedere, o almeno riconoscere facilmente, l'ambiente circostante, per esempio la chiesa ma si deve stare non troppo lontani altrimenti le persone del gruppo saranno troppo piccole e lontane, se siamo nei gradini almeno che si capisca il portone d'ingresso, se siamo nel giardino di casa meglio che si riconosca il posto
  • per persone singlole o gruppi max 4-5, valorizzante è che si veda da un lato qualcosa di caratterizzante, tipo un edificio (chiesa), un monumento, una statua, un portone, un albero caratteristico, ecc.
  • statue o cose caratteristiche, come sfondo di un piccolo gruppo (o persone singole), non devono stare 'dietro' ma parzialmente di lato anche se un po' coperte
  • ideale, se possibile, che l'edificio o monumento stia a sinistra (sullo sfondo) e le persone ritratte sulla destra del fotogramma leggermente rivolte verso il centro, nella lettura della foto (leggiamo da sinistra a destra...) percepiremo per prima cosa il luogo, quindi richiamiamo alla memoria il posto o l'avvenimento, per poi concentrarci nelle espressioni delle persone
  • per un ritratto singolo o di due persone, applicare 'rigorosamente' la regola dei terzi, metà del fotogramma occupato dalle persone, l'altra metà dal monumento o luogo caratterizzante che fa da sfondo e che deve stare un po' più arretrato rispetto al soggetto (soggetti) principale
  • l'ora ideale è il tardo pomeriggio, verso il tramonto ma non al tramonto, luce più morbida e calda rosata
  • il sole dovrebbe essere abbastanza basso, tra il laterale e il frontale
  • assolutamente da evitare il controluce con il sole alle spalle dei soggetti, i volti sarebbero illegibili
  • se il sole è troppo forte (e non vi sono alternative) e il gruppo non troppo numeroso, scattare forzando il flash in modo da rischiarare le ombre troppo forti, gli automatismi di tutte le macchine moderne, anche le tascabili economiche, riescono a miscelare e modulare le due luci in maniera ottimale
  • no a pose strane, gesti 'scherzosi' o volgari delle persone ritratte, sobrietà e contegno delle persone ritratte sono sempre premianti
  • cercare disposizioni che ricordino una certa geometricità e un certo ordine, importante sobrietà e pulizia formale
  • controllare che nel campo di ripresa non vi siano cose o persone estranee, attenzione ad auto parcheggiate che appaiono nel fotogramma, oggetti per terra, persone estranee che passano in quel momento, ecc... aspettare qualche attimo o spostare l'oggetto, oppure ancora spostare leggermente la prospettiva o l'intero gruppo
  • specie nei piccoli gruppi di persone che non devono stare in coppia, gli uomini ai lati le donne al centro
  • proviamo ad abbassarci o accucciarci con la macchina fotografica, per ottenere una prospettiva leggermente dal basso verso l'alto che dona maggior slancio alle persone e maggior vigore alla foto, con le antiche macchine biottiche 'a pozzetto' la prospettiva un po' dal basso era obbligatoria, e i risultati si vedevano...
  • controllare sempre che le persone ritratte, specie in gruppi numerosi, siano attente e concentrate quando si scatta, basta un sobrio richiamo verbale o un piccolo gesto come alzare una mano
  • fare una serie di foto in rapida sequenza o a raffica se la macchina lo permette, si potranno recuperare espressioni più consone delle persone o, per esempio, scartare scatti con qualcuno dagli occhi chiusi
  • aspettare qualche secondo, senza permettere che la riunione si sciolga, e richiamare nuovamente le persone per una seconda posa, riscattare come alla modalità precedente
  • queste due ultime operazioni ci permetteranno, visto che con il digitale non vi sono problemi di costi aggiuntivi, di recuperare tra le due sequenze la foto migliore
  • sempre molto valide in queste situazioni le foto in bianco/nero, ottenibile anche in post-produzione con qualsiasi programma di fotoritocco
scenari
  • gruppo numeroso
    • sempre valido il concetto 'i più bassi davanti, gli alti dietro'
    • richiamare sobriamente all'attenzione prima di scattare
  • gruppo ristretto
    • tenere la macchina fotografica un po' bassa, altezza ombelico, eventualmente accuciarsi un po'
    • ritratto a figura intera, attenzione a non tagliare i piedi
  • poche persone
    • due coppie: donne al centro, uomini all'esterno, spalla dietro alla donna
    • importante: ordine, geometricità nella disposizione dei soggetti, pulizia formale, sobrietà
    • meglio il ritratto a figura intera, attenzione a non tagliare i piedi
    • tenere la macchina fotografica un po' bassa, altezza ombelico, eventualmente accuciarsi un po'
  • due persone
    • la donna al centro del fotogramma, l'uomo all'esterno sul terzo del fotogramma, nel terzo opposto all'uomo lo sfondo leggibile anche se un po' coperto, quale la chiesa, un monumento, ecc., la coppia guarda leggermente verso il centro
    • nel ritratto all'americana o mezzo busto controllare la mano, non deve essere tagliata quindi sollecitare il soggetto a tenere il braccio leggermente piegato rialzato
    • tenere la macchina fotografica un po' bassa, altezza ombelico, eventualmente accuciarsi un po'
  • una sola persona
    • è un esercizio molto simile al ritratto, tuttavia in questo caso deve essere un 'ritratto ambientato'
    • posizionare il soggetto quasi come si dovesse ritrarlo di profilo e, un attimo prima di scattare, sussurargli di ruotare il busto, spalle e testa, verso il fotografo tenendo fermi i piedi
    • nel ritratto all'americana o mezzo busto controllare la mano, non deve essere tagliata quindi sollecitare il soggetto a tenere il braccio leggermente piegato rialzato, come dovesse reggere una borsetta, e se donna con borsetta metterla sul braccio più verso il fotografo
    • tenere la macchina fotografica un po' bassa, altezza ombelico, eventualmente accuciarsi un po'


Piccolo gruppo: disposizione geometrica, espressioni molto sobrie, braccio piegato con borsetta verso il fotografo, ripetitività seriale dei vestiti e delle scarpe, ripresa leggermente di traverso, ripresa leggermente dal basso altezza ombelico (biottica a pozzetto), illuminazione frontale morbida da giornata leggermente nebbiosa o nuvolosa, sfondo non adatto, meglio sarebbe stato un po' più di aria a sinistra, sotto i piedi e sopra, bianco nero che restituisce tutta l'atmosfera dell'epoca (1956).



Coppia, mezzobusto, a sinistra solo sfondo, uomo sull'esterno e dietro, illuminazione diretta bassa e da sinistra, braccio piegato ma non tagliato, ripresa leggermente laterale, soggetti direzionati verso il centro del fotogramma, ripresa leggermente dal basso altezza petto, sfondo più scuro rispetto ai soggetti, sfondo riconoscibile (parco Terme di Comano - Tn), profondità di campo non esagerata ma che crea tridimensionalità con lo sfondo.

note e approfondimenti